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CORONAVIRUS: non andrà tutto bene, ma nemmeno tutto male

Gli effetti psicologici della seconda ondata... e la luce in fondo al tunnel.

Coronavirus Fase 2

Ci auguravamo tutti che l’estate, il sole, il caldo e le vacanze lasciassero solo il triste ricordo della pandemia da Coronavirus. Invece no! Ci hanno aiutato ad alleggerire un po’ la testa, a ritrovare una certa normalità, a godere almeno un po’ delle belle giornate, ma purtroppo il virus sta ancora circolando tra noi in maniera dirompente.

Siamo ormai consapevoli di ciò che sta accadendo in tutto il mondo e stiamo tutti cercando di fare del nostro meglio per rispettare le misure di sicurezza basilari e quindi: uso della mascherina, lavaggio frequente delle mani, distanziamento sociale.

Sul piano sanitario c’è da dire che siamo più preparati e le strutture ospedaliere sono, almeno per ora, meno in sofferenza rispetto alla Primavera scorsa.

E sul piano emotivo? Si è tanto parlato di RESILIENZA a proposito dei mesi di lockdown. E possiamo dire che, chi più e chi meno, abbiamo cercato di attivare nuove risorse e ce l’abbiamo fatta. Ora è diverso. Riscontro tutti i giorni i nel lavoro con le persone una stanchezza emotiva nuova, che va al di là delle singole storie personali. “Dottoressa, mi mancano prospettive stimolanti”, “non è possibile programmare niente, mi sento in balia del Covid”, “sto rimandando a data da destinatarsi decisioni importanti e sono stanco di vivere alla giornata”.

Cosa c’è di diverso adesso rispetto alla cosiddetta fase 1? Tanto.

A Marzo era la prima volta che ci imbattevamo in una circostanza di impatto planetario. Non eravamo preparati e si è consumato un dramma di proporzioni enormi. Però, era la prima volta. Quindi, sì impreparati, ma sotto l’effetto novità che ha protratto le sue conseguenze anche positive durante i mesi di clausura forzata. Ci trovavamo in una bolla, fuori si consumavano tragedie, dentro si era protetti. E allora tempi dilatati, ritmi più sostenibili, risorse nuove in circolo (giochi in famiglia, torte, crostate e pane sfornati come mai prima di allora...). Non solo, era arrivata la Primavera e c’era la prospettiva del caldo e dell’estate. Una bella prospettiva!

Adesso no. Ora non è più nuova questa situazione, e su ciò potremmo dire “meglio, ci siamo abituati”. Falso! Non ci si abitua a stare peggio. E il fatto che non sia più nuova ci vede più scarichi di energie. Da qui la STANCHEZZA psicoemotiva. Ma questa non dipende solo dalla fine dell’effetto “novità planetaria” (della serie “siamo tutti sulla stessa barca”), ma anche dal fatto che, in assenza di lockdown (impossibile da riproporre pena conseguenze inenarrabili sull’economia del paese), la bolla protettiva non c’è più. Stiamo conducendo una vita pressoché normale in un contesto che di normale non ha niente. E poi, per riprendere le parole dei miei pazienti, quali PROSPETTIVE abbiamo davanti a noi adesso? L’inverno con il freddo, le giornate corte, l’influenza stagionale e il Natale a casa propria. È tutto molto diverso dalla fase 1, sì!

Ma...innanzitutto la scienza fa i suoi progressi e bisogna mantenere viva la fiducia in un vaccino e in cure sempre più efficaci, se non a brevissimo, a breve. C'è anche da tener presente che oltre la metà dei positivi appaiono sani, quindi, dopo l'isolamento e un nuovo test negativo, la vita riprende a scorrere. E poi, possiamo cominciare a pensare che ciò che adesso è difficile programmare, ci vedrà più motivati, più desiderosi, più ricchi di energie positive quando finalmente potremo dire di essere usciti dal tunnel. E quindi, non si tratta di spengere la luce, evitando le frustrazioni conseguenti al “volere ma non potere” di questo periodo, bensì di mantenere acceso quel faro, provando a dire a noi stessi che un desiderio non soddisfatto subito, sarà ancora più goduto domani!

Manteniamo accesa quella luce!



Dott.ssa Irina Boscagli
Psicologa Psicoterapeuta a Firenze

Dott.ssa Irina Boscagli

Psicologa Psicoterapeuta a Firenze
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