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Ruolo dei cambiamenti individuali all’interno della coppia:
nuovi punti d’incontro e nuovi incontri

La gestione del tempo

"Se incontrarsi resta una magia, è non perdersi la vera favola"
Massimo Gramellini

E’ noto come le coppie nel percorso della loro esistenza attraversino fasi che le caratterizzano e che rendono necessaria una trasformazione nell’organizzazione interna. Si possono identificare alcuni dei passaggi più significativi che una coppia si trova ad affrontare:

  • La nascita della coppia: la fase dell’innamoramento, la scelta del matrimonio o della convivenza. Si comincia a costruire l’identità della coppia, che si differenzia dalla famiglia di origine, stabilendo nuovi confini.
  • La nascita del primo bambino: porta con sé una nuova ridefinizione dei confini all’interno della coppia e nelle relazioni con l’esterno. Mette di fronte all’idea dell’invecchiamento dando vita alla nuova generazione.
  • La coppia di fronte ai figli divenuti adolescenti: deve affrontare una riorganizzazione, sia in funzione della loro crescita e delle difficoltà nell’educazione, sia nel confronto tra la propria adolescenza e quella dei figli stessi.
  • La coppia di fronte allo svincolo del figlio: egli cerca altrove la soddisfazione di relazioni interpersonali. Le nuove relazioni dei figli trasformano la relazione genitore-bambino in un principio di relazione adulto-adulto.
  • La fase del pensionamento: è possibile la “crisi del nido vuoto”, in cui la coppia si deve nuovamente ristrutturare in funzione dell’abbandono della casa da parte dei figli e della formazione di nuovi nuclei familiari. I rapporti interpersonali sono ora con figli adulti, a loro volta genitori, e con i nipoti. La coppia sperimenta la vita della terza età con tutte le sue implicazioni, compreso il vissuto di angoscia relativo alla morte.

Osservando la coppia in questo modo ci si concentra sull’idea che come entità sia qualcosa che va avanti nel tempo e che si modifica. Ciò è vero, ma non dobbiamo perdere di vista il fatto che la coppia in ogni momento è formata da due individui, con personalità, bisogni, desideri, che possono essere diversi, (e a volte non poco!) e che le capacità di stare da soli e di amare se stessi sono la condizione della durata di un legame. Per evolvere insieme, infatti, la coppia è chiamata a rispondere in modo adeguato alle richieste esterne e interne agli individui che la compongono, e ciò è possibile maggiormente quando le due persone sanno distinguersi uno dall’altro, mantenendo dentro di sé l’altro, ma anche riconoscendo a se stessi la legittimità dei propri bisogni, ossia considerando se stessi individui degni d’amore… solo così è possibile costruire relazioni sane!  In poche parole per amare in maniera autentica e sana l’altro occorre essere capaci di amare se stessi in ogni sfumatura, in ogni lato, in ogni versante, in ogni pezzetto. Ad uno sguardo superficiale questo concetto può sembrare banale e noto, e forse anche frutto di una visione che potenzia un atteggiamento egoistico e individualista nelle relazioni. In realtà, essere capaci di amare se stessi non esclude il mettersi in discussione, il fare autocritica, l’assumersi le proprie responsabilità, l’essere “in gioco” in un fluire continuo di “incontri” quotidiani con l’altro che vanno a costruire il puzzle della coppia formato dagli incastri dei “pezzetti” di sé che ognuno dei due porta nella relazione.

 A proposito di “incastri”, anche nel caso in cui le persone si siano innamorate e scelte per le proprie differenze, che evidentemente avevano creato un puzzle buono e nutriente, è possibile che col tempo, attraversando le varie fasi di crescita della coppia, emergano aspetti dell’uno e/o dell’altro nuovi, diversi, e a volte inaspettati…Perché accade ciò? Le risposte più comuni vanno dal “non mi ama più/non lo/la amo più”, al “è diventato/a un’altra persona”, al “ha un altro/a”. Senza negare la possibilità che una o più di una di queste ipotesi siano reali, è molto probabile anche che semplicemente (ma le cose semplici sono spesso molto complesse da gestire perché non siamo abituati per cultura a prendere in considerazione che esistano) i due individui all’interno della coppia non cambiano all’unisono. Sì, perché cambiare all’unisono è rarissimo! Allora bisogna darsi tempo per riconoscere la legittimità dei motivi per cui l’altro/a sta cambiando e a quel punto individuare il proprio modo per modificare ciò che di sé è modificabile (se lo è) al fine di trovare nuovi punti d’incontro… anche attraverso nuovi incontri

Espressi e compresi reciprocamente i nuovi bisogni individuali, si possono, quindi, cercare nuovi punti d’incontro, rinegoziando l’organizzazione familiare per esempio, ridefinendo i tempi legati agli spazi individuali, condividendo nuove attività, ma anche facendo nuove conoscenze, ampliando la rete sociale, dando spazio a nuovi incontri.

E cos’è un incontro se non un evento che s’inserisce inaspettatamente nello scorrere inesorabile del tempo, e costituisce un confine tra un “prima” e un “dopo”? (Quanto spesso sentiamo o diciamo frasi come questa “Da quando ci siamo incontrati, certe cose le vivo diversamente”…). L’incontro, nella sua casualità, rende possibile l’impensabile e perciò viene vissuto come una straordinaria esperienza, fuori dal programmato, fuori dai binari della quotidianità, e per questo invaso di significati che vanno dal miracoloso al magico, come quello che trasforma le vite degli “amanti”. Ma per ristabilire un buon equilibrio di coppia a partire dai nuovi bisogni sopraggiunti, non è necessario trovarsi un/a amante nel senso comune del termine. Un/a “amante” (nel senso letterale, colui che ama) è una persona che uno dei due individui della coppia (o entrambi) fa entrare nella propria vita (“ogni incontro è un incontro d’amore” diceva un mio professore) generando la consapevolezza di altri “pezzetti” di sé, legittimando l’espressione di questi ultimi, i quali possono non essere necessariamente “pericolosi” per il benessere della coppia, ma possono andare a costituire nuovi fulcri sui quali l’entità coppia può poggiare… più fulcri, più equilibrio, più stabilità, più benessere!

Dott.ssa Irina Boscagli
Psicologa Psicoterapeuta Firenze



Dott.ssa Irina Boscagli | Psicologa Psicoterapeuta Firenze
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Iscrizione all'Albo degli Psicologi della Regione Toscana n. 2569 - Laurea in Psicologia presso l'Università degli studi di Bologna nel 1997

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Ultima modifica: 23/03/2016